RECENSIONE DEL LIBRO DI FABIO GEDA E MARCO MAGNONE "BERLIN - I FUOCHI DI TEGEL"

 


Recensione fatta da Jacopo Ranieri Iannone - 3^ H

“Non è il mondo che avevano scelto. Ma è l’unico che rimane.”


Aprile 1978 - Berlino Ovest

La città è praticamente deserta. Gli unici abitanti sono bambini e ragazzi suddivisi in 5 gruppi rivali - Gropiusstadt, Havel, Tegel, Zoo e Reichstag. Ognuno ha un luogo come base, un leader e regole.

Ciò dopo che, tre anni prima, un virus misterioso ha ucciso tutti gli adulti e i ragazzi sopra i 16 anni e ha segnato così per sempre le loro vite.

I ragazzi lottano ogni giorno per sopravvivere, sapendo che, dopo i 16 anni, sono destinati a morire.

I gruppi rimangono divisi fino a quando un bimbo - Theo, un “nato dalla morte”, viene rapito dai ragazzi di Tegel, i più violenti. Si uniscono così alcuni ragazzi di Gropiusstadt con le ragazze dell’Havel, con cui viveva Theo, per riportarlo a casa.

Sullo sfondo c’è la città di Berlino degli anni Settanta con ancora il muro a dividerla.

I luoghi sono reali. Ad esempio, il popolo di Tegel sta nell’aeroporto di Berlino - Tegel che veniva usato molto nel dopoguerra.

Il libro è il primo di una saga, appartiene al genere distopico.

È un romanzo di avventura, coraggio e amicizia.

I personaggi - Sven, Christa, Jakob, Chloe, … - sono tanti e diversi tra loro ma uniti da un destino comune.

È un libro che ti coinvolge fino alla fine con un linguaggio semplice e chiaro ed è facile affezionarsi ai personaggi.

“C’è gente che alla morte ci arriva viva, mentre altri, quando tocca a loro, è come se fossero morti già da un sacco di tempo.” e “Non si tratta di quanti anni hai. Ma di come sei fatto. Di come usi la testa. Di come ti comporti.” Queste frasi per me sono cariche di significato.

È davvero un bel libro!


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